Rassegna stampa
Su Corriere del Ticino - 13 febbraio 2026,
Ricordo in occasione dell'anniversario della morte
Domani sono dieci anni dalla morte di Piero Buscaroli. Uomo difficile, umorale, intransigente, coraggioso, «bestia nera dei conformisti di ogni colore, camaleontici trasformistici, opportunisti pavidi», com’è stato detto.
Figlio d’un illustre latinista, adolescente scampò ai linciaggi e alla retorica della Resistenza. Fu giornalista italiano fra i più grandi, e basti rileggere, ex multis, il ritratto che fece di Albert Schweitzer in Figure e figuri (1977). O i suoi reportage dal Vietnam, dalla Prima100vera
di Praga e dal Medio Oriente. Era della schiatta dei Longanesi, dei Prezzolini, dei Bettiza. Come loro, prese qualche abbaglio politico (nel 2010, in una memorabile intervista a Stefano Lorenzetto, disse di sperare nella Lega Nord per «spazzare via la classe dirigente tarlata che ci tiriamo appresso da decenni»: speranza ampiamente malriposta). Inviato speciale al «Borghese», direttore del «Roma» di Napoli, poi al «Giornale» sotto Montanelli e poi Feltri. Il suo metodo di intelaiatura d’un articolo, d’una pagina di quotidiano, resta fra i più magistrali del Novecento. Grande saggista: «I luoghi e il tempo» (1979), La vista, l’udito, la memoria (1987) e Paesaggio con rovine (1989) formano una trilogia all’altezza di un Mario Praz.
Professore nei conservatori di Torino, Bologna e Venezia, fu musicologo massimalista: un saggio di mille pagine su Bach, altre mille su Beethoven, centinaia su Mozart, compulsate oggi a tutte le latitudini pure dagli eredi intellettuali di coloro che all’epoca lo criticarono (la ruota gira).
Un paio di anni fa, per Bietti, che sta ripubblicando le sue opere, è uscito Bruckner, gigante della sinfonia. Fu organista egli stesso, allievo di Ireneo Fuser. Direttore di collane editoriali, prima «La torre d’avorio» per l’editore-libraio torinese Mario Fògola, poi un’altra per Mondadori, insieme a Paolo Isotta. Memorialista d’alto livello: «Dalla parte dei vinti. Memorie e verità del mio Novecento» (2010) e Una nazione in coma. Dal 1793, due secoli (2013) restano punti di riferimento, se non caparbi capolavori.
Raccomando, nell’ultimo, il saggio iniziale sulla Vandea controrivoluzionaria e il suo «eroe proibito» François de Charette. Pur non avendo mai conosciuto Buscaroli - quando si dice la stima e la gratitudine - martedì scorso, come ogni anno, ho telefonato a Beatrice Buscaroli, la figlia critica d’arte, per un aggiornamento sul lascito del padre. Per Bietti si sta preparando una raccolta di prefazioni. È ancora in divenire: testi su Cardarelli, Wagner, Henry de Montherlant e altri. La parte di storia militare della biblioteca è stata messa in sicurezza. Resta parecchio da fare sul resto. Domani a Bologna - peccato non esserci, sebbene la città sia alla deriva - si terrà un concerto di Raffaele di Berto in onore di Buscaroli: Bach, Mozart, Beethoven, Schumann, Brahms. Fu uomo di molti interessi e di colpi d’ala ideologici e sentimentali, e di perfezionismo, fedele a verità inattuali. Vedesse l’inconcepibile dilagare dell’insignificante d’oggi, a tutti i livelli, nonostante io mi sforzi non riesco a immaginare la sua reazione.
Tommy Cappellini
Su il Resto del Carlino,
la presentazione del volume
"Bruckner, gigante della sinfonia"
del 22 maggio 2024: Leggi
Su Libero,
Il compositore che mise in musica l’Infinito,
l'articolo di Lorenzo Cafarchio del 4 marzo 2024.
Bietti pubblica gli scritti di Buscaroli, musicologo e storico emiliano dedicati al «gigante della Sinfonia» isolato dalla Vienna-bene. Molti lo consideravano villano, primitivo e cretino
Il compositore austriaco Joseph Anton Bruckner (in foto), nato ad Ansfelden, per dirla alla Wilhenlm Furtwängler, è stato un artista capace nel mondo che ci circonda di avere «l’effetto di massi erratici, di memorie di un grande e remoto passato». In questo scenario si staglia il saggio Bruckner, gigante della Sinfonia (366 pp., 24 euro) in cui sono raccolti gli scritti del non solo musicologo, ma vero storico - Paolo Isotta, ipse dixit - Piero Buscaroli. CONTINUA A LEGGERE
Su Il Giornale,
Il "Paesaggio con rovine" non finisce mai,
l'articolo di Stenio Solinas del 25 ottobre 2020.
Una camera d'albergo basta a ospitare la storia (e il destino) dell'Europa
L'introduzione di Francesco Bergomi a Paesaggio con rovine, di Piero Buscaroli, ora riproposto da Bietti (pagg. 376, euro 23) a trentun anni esatti dalla sua prima uscita per Camunia, è per la sua bellezza di quelle che costringono l'ipotetico recensore a ritagliarsi qualche sentiero tutto proprio, essendogli preclusa, se non in forma di parafrasi, la strada maestra della rilettura. CONTINUA A LEGGERE
Su Pangea News,
“A sfida delle dissacrazioni impietose, delle profanazioni correnti, della vile stoltezza”. In memoria di Piero Buscaroli ,
l'editoriale di Davide Brullo del 13 ottobre 2020.
Quest’anno Piero Buscaroli ne avrebbe compiuti novanta, è morto nel 2016, per anni ho avuto il privilegio di lavorare con la figlia, Beatrice, acuta storica dell’arte. Lo ricordo conficcato in Romagna, terra di passioni estreme, di coltelli, di poemi, di maestri d’arme, allo stesso tempo ‘romana’ e anarchica. Non lo conobbi, ne assaporai il mito di scrittore infallibile, di uomo solido, coraggioso nella rabbia, che guardava il fallimento della Storia. CONTINUA A LEGGERE
Su Il Giornale,
"La vista, l'udito, la memoria": Buscaroli e il canone europeo,
l'articolo di Stenio Solinas del 5 aprile 2019.
Un percorso fra arte, musica e storia per riscoprire i valori del mondo occidentale. Che oggi sono in pericolo
Un pomeriggio d'estate degli anni Ottanta, Piero Buscaroli si inerpicò su per gli scalini che conducevano alla angusta mansarda romana, protesa come uno spigolo su piazza Navona, che l'artista Fabrizio Clerici aveva trasformato in studio. L'occasione era l'immensa tela, cinque metri e passa, le dimensioni di una delle pareti di quell'unica stanza, intitolata Sonno romano, rifacimento di un dipinto di trent'anni prima. CONTINUA A LEGGERE
Su Ereticamente,
Buscaroli e il Canone europeo,
l'articolo di Giovanni Sessa del 10 maggio 2019.
La nuova edizione de La vista, l’udito, la memoria
Piero Buscaroli è stato uno dei «fratelli maggiori» che ha accompagnato, con i suoi scritti, la mia generazione, quella dei nati negli anni Cinquanta, lungo la strada, spesso accidentata ed impervia, della formazione civile. Gli dobbiamo molto. CONTINUA A LEGGERE
Su Il Messaggero,
Ceccano e il legame con lo scrittore e giornalista Buscaroli: incontro al Castello dei Conti, articolo del 10 maggio 2019.
C’è un filo sottile che collega Piero Buscaroli alla città di Ceccano. Una ‘corrispondenza intellettuale’ che sabato 11 maggio, alle 18, si riaccenderà nelle sale del Castello dei Conti con la presentazione di una delle opere più lette ed apprezzate dello scrittore e giornalista, tra i massimi esperti di critica musicale. CONTINUA A LEGGERE
