
Ricordo di Piero Buscaroli
di Maria Teresa Merli
Piero Buscaroli. Imola, 21 agosto 1930 - Bologna, 15 febbraio 2016
Piero Buscaroli ci ha lasciato il 15 febbraio 2016; inviato sui fronti di guerra negli anni '60 e contemporaneamente musicologo di ineccepibile valore, era un intellettuale dai molti talenti avendo iniziato la carriera come giornalista e affermandosi poi come straordinario esperto conoscitore di musica. Nato nel 1930 a Imola aveva fatto in tempo ad assistere addolorato al disastro dell’Italia dopo il ’43 e quel dolore lo ha accompagnato fino al punto da trasformarlo in un personaggio mai condiscendente ai tralignamenti che la contemporaneità cercava di imporre, fedele ad un principio etico dell’esistere che gli ha valso l’emarginazione di una vita. Aveva creduto nella possibilità di un riscatto dell’identità italiana sotterrato il 25 aprile del ’45 e se ne era fatto carico affinché almeno rimanesse la testimonianza che esistevano ancora dei Patrioti che credevano nella possibilità della restaurazione dell’antica grandezza. Per Buscaroli il Fascismo era il momento in cui un intero popolo aveva cercato di tornare grande e questo mito lasciò ai giovanissimi una nostalgia che, divenuti adulti in un mondo che non li voleva accettare, furono tacciati quali nostalgici. Era una delle voci che si levavano chiare e sferzanti sulle avvilenti omertà del nostro tempo tanto da essere considerato di volta in volta il collaboratore difficile o il nemico da aggirare senza affrontarlo. Particolarmente temibile, perché alla naturale verve polemica univa una cultura vasta e raffinata, rappresentava la bestia nera per la parte avversaria. Dalle colonne del “Roma” di cui fu Direttore o da quelle del “Borghese” partivano gli strali per raggiungere immancabilmente l’obbiettivo con il sapore di uno schiaffo vergato con mano ferma che sicuramente bruciano ancora nel ricordo di chi ne fu inevitabile bersaglio. Fu osservatore attento, cronista e critico della politica internazionale, ma anche qualcosa d’altro, parallelamente alle violente polemiche, sono uscite le sue acute critiche musicali. Di Buscaroli è stato scritto, che aveva il gusto di trovar tutto da rifare, di essere un bastian contrario, può darsi, ma resta il fatto che con lui se ne è andato uno degli ultimi sopravvissuti, rimangono le sue opere che ne perpetueranno la memoria.
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